Beni culturali in Italia e nel Mondo: identità e futuro da proteggere

Un’associazione che protegge i beni patrimonio dell’umanità

Tempio di Cerere, Paestum (SA) – Foto di Francesco Cosentini

C’era un tempo in cui durante la guerra, tra gli obiettivi da distruggere c’erano anche i beni, oltre alle persone; perché le opere dell’uomo sono sempre state parte di un popolo, sono tanto la sua identità quanto il suo lascito. Questo tempo è tristemente ancora presente, e il tema è ancora molto attuale (approfondisci seguendo il webinar online “Tutela dei beni culturali in tempo di conflitto“).

Nel corso della storia però, la giurisdizione internazionale ha fatto dei passi in avanti per riconoscere la gravità del fenomeno, cercare di prevenirlo e ridurne gli effetti. E’ nel 1954, dopo la II Guerra Mondiale, che nell’ambito dell’UNESCO, 56 Paesi sottoscrissero all’Aja la Convenzione per la protezione dei beni culturali in caso di conflitto armato, seconda la quale le parti contraenti:

“…convinte che i gravi danni arrecati ai beni culturali, a qualsiasi popolo essi appartengano, costituiscono danno al patrimonio culturale dell’umanità intera, poiché ogni popolo contribuisce alla cultura mondiale (…) s’impegnano a predisporre, in tempo di pace, la salvaguardia dei beni culturali sul proprio territorio contro gli effetti prevedibili di un conflitto armato, prendendo tutte le misure che considerano appropriate”.

Beni culturali, questi sconosciuti!

Ma cosa si ntende per “beni culturali”. La Convenzione li definisce così:

  • i beni, mobili o immobili, di grande importanza per il patrimonio culturale dei popoli, come i monumenti architettonici, di arte o di storia, religiosi o laici; le località archeologiche; i complessi di costruzione che, nel loro insieme, offrono un interesse storico o artistico; le opere d’arte, i manoscritti, libri e altri oggetti d’interesse artistico, storico, o archeologico; nonché le collezioni scientifiche e le collezioni importanti di libri o di archivi o di riproduzione dei beni sopra definiti;
  • gli edifici la cui destinazione principale ed effettiva è di conservare o di esporrei beni culturali mobili, quali i musei, le grandi biblioteche, i depositi di archivi, come pure i rifugi destinati a ricoverare, in caso di conflitto armato, i beni culturali;
  • i centri comprendenti un numero considerevole di beni culturali, detti “centri monumentali”.

In questo contesto, nasce, in vari Paesi europei, una società per la protezione dei beni culturali. Sfoglia nella galleria un po’ di storia:

La Società Italiana per la protezione dei beni culturali

La Società Italiana per la Protezione dei Beni Culturali è un’associazione culturale no profit, d’interesse nazionale, non governativa, politicamente neutrale. Formata da volontari, persegue i seguenti obiettivi:

  • diffondere i principi contenuti nelle Convenzioni per il rispetto e la salvaguardia dei Beni Culturali;
  • sensibilizzare l’opinione pubblica nella tutela del patrimonio dell’Umanità per evitarne il depauperamento ed il degrado ed assicurarne il trasferimento, integro, alle future generazioni;
  • promuovere e condurre specifici corsi formativi per la protezione dei Beni Culturali;
  • sostenere le strutture competenti, a livello nazionale e locale, attraverso raccomandazioni ed interventi, nello svolgimento dei loro compiti, nell’ambito della salvaguardia dei Beni Culturali;
  • assicurare al Dipartimento della Protezione Civile la massima collaborazione in caso di calamità;

La Delegazione Autonoma di Salerno

Nell’estate 2021, un gruppo di amici fondano la Delegazione Autonoma della provincia di Salerno. Cosa fanno le Delegazioni? Sono portavoci dalla mission della SIPBC nei loro territori, organizzano eventi di diversa tipologia, come conferenze, seminari e giornate di studio. Sono in rete con le altre associazioni e collaborano nella proposta e organizzazione di eventi di sensibilizzazione ed educazione sul tema della tutela dei beni culturali.

Pensando solo alla regione Campania, i beni materiali e immateriali dichiarati patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO sono 10. Della provincia di Salerno, fanno parte la Costiera Amalfitana, il Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Paestum, lo sapevi?

Vuoi associarti alla SIPBC?

Se condividi i valori della SIPBC e vorresti sostenere le sue attività, visita il sito e scopri come associarti. Se abiti in Campania e magari proprio nella provincia di Salerno, contattami! Hai delle idee da proporre? Sei interessato a portare i temi della SIPBC nella tua associazione o nel tuo luogo di lavoro? Sei un docente e vorresti organizzare un’attività educativa per i tuoi studenti?

Insomma, tante sono le idee possibili di collaborazione e partecipazione alle attività della SIPBC.
Scrivimi, anche solo per saperne di più!

Sito ufficiale www.sipbc.it
Email delegazione.salerno@sipbc.it
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